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Lavori realizzati


Comune di Trissino

Lavori di messa in sicurezza dell’intersezione tra la SP87 e Via Rovigo/Via Postale Vecchia

Realizzazione di interventi di messa in sicurezza dell’intersezione tra via Rovigo (zona Carabinieri), via Postale Vecchia e viale Dell’Industria (S.P. n. 87) in Comune di Trissino (VI) mediante realizzazione di una rotatoria.

La precedente intersezione tra via Rovigo, via Postale Vecchia e viale Dell’Industria del Comune di Trissino (VI), situata in prossimità del centro urbano, era gravata da un consistente traffico veicolare, pertanto queste opere sono legate alla soluzione funzionale di uno svincolo a raso, caratterizzato da riconosciute criticità per la mobilità a causa della presenza di un notevole traffico locale e di comunicazione con i comuni limitrofi, con particolare riguardo sia ai momenti significativi della giornata (inizio e fine attività lavorative), che alla distribuzione diurna del traffico nell’incrocio.

Ne consegue la necessità di adottare tecniche di moderazione del traffico, con la predisposizione di adeguata rotatoria che renda la viabilità fluida e moderata nella velocità, conformando contestualmente una alternativa valida per l’incrocio con via Postale Vecchia e via Rovigo, notoriamente interessate da forte urbanizzazione produttiva, anche di vecchia costituzione, sgravandole nel contempo dal conseguente congestionamento del traffico e mettendo in sicurezza il traffico pedonale, anche in relazione alla presenza della stazione dei Carabinieri.

La superficie interessata all’intervento è di mq 3.558 ca. di cui:

  • per strada di viabilità mq 2.364 ca.
  • per zone filtro e di accesso alle proprietà private mq 125 ca.
  • per zone pedonali mq 697 ca.
  • per zone verdi di contorno mq 114 ca.
  • per zone a verde sintetico mq 163 ca.
  • restante parte per organizzazione di parcheggio su suolo pubblico, di interesse della stazione locale dei Carabinieri (mq. 95 ca.)

Comune di Recoaro Terme

Lavori di asfaltatura della Statale 246 presso Località Bonomini a Recoaro Terme (Vicenza)

Bilico Iveco Stralis + Semirimorchio De Angelis

Il camion bilico è composto da un trattore stradale, un mezzo adibito al traino su strada di veicoli senza motore, e dal semirimorchio, che si collega al primo distribuendo il peso tra i propri assi e il punto di aggancio al trattore, la ralla.

Il trattore stradale è un mezzo provvisto di cabina e dotato di una ralla posteriore su cui si aggancia un semirimorchio e con cui forma ciò che viene definito un autoarticolato. L’operazione di aggancio è possibile proprio grazie alla presenza della ralla, uno speciale dispositivo orizzontale dotato di un foro in cui si inserisce il perno presente nel semirimorchio e che viene successivamente tenuto bloccato da un meccanismo di chiusura per garantire che il perno possa girare liberamente nel foro senza sganciarsi.

Grazie alla sua solidità la ralla è in grado non solo di sostenere il peso verticale, ma anche di fungere da snodo tra trattore stradale e semirimorchio per permettere movimenti rotatori a basse velocità e consentire le manovre.

I camion bilico o autoarticolati, sono veicoli provvisti di cabina ma privi del vano di carico: una soluzione che permette di separare le due unità e di usare la parte motrice per l’aggancio di altri semirimorchi. La classica combinazione prevista per gli autoarticolati prevede la presenza di un trattore e di un semirimorchio.

Finitrice stradale Dynapac modello SD2500WS / V5100TV

Una finitrice stradale (o vibrofinitrice stradale o asfaltatrice) è una macchina, cingolata o su gomme, utilizzata per la posa di conglomerato bituminoso (detto impropriamente “asfalto”) su strade, ponti, parcheggi e altri luoghi simili.

L’asfaltatrice è un macchinario composto da una grande benna, simile a quella dei dumper, che rilascia gradualmente l’asfalto sulla superficie della strada. È la macchina stessa a livellare e compattare il materiale una prima volta, passandoci letteralmente sopra, per stenderlo in maniera omogenea prima di essere compattato con un rullo.

Il pre-compattamento è realizzato in genere per mezzo del “calcatoio” con azione battente, quasi sempre presente nelle finitrici. La lisciatura è eseguita per mezzo della piastra, quasi sempre dotata di un sistema vibrante. La piastra è in genere riscaldata da bruciatori alimentati a gas GPL.

Le differenti potenzialità delle finitrici sono determinate dalla larghezza e dallo spessore dello strato di materiale che sono in grado di realizzare; in particolare la dimensione della feritoia di uscita del banco vibrante, la sua larghezza e la conseguente dimensione della piastra vibrante, caratterizzano le capacità prestazionali della macchina che può essere gommata o cingolata: le finitrici con cingoli possono raggiungere larghezze di stesa superiori a 15 m.

Il principio fisico di compattare e lisciare il materiale utilizzando, rispettivamente un’azione battente e una vibrante, rende le finitrici stradali macchine con elevate emissioni di vibrazioni meccaniche. In base alla tipologia di materiale in grado di posare, le vibrofinitrici sono classificate in finitrici per asfalto con piastra vibrante riscaldata (oggetto di trattazione della presente scheda) e finitrici per calcestruzzo; inoltre le finitrici possono essere cingolate, o gommate.

In base alla tipologia del banco vibrante e alla modalità con cui avviene il pre-compattamento, secondo la norma tecnica UNI EN 500-6 relativa ai requisiti specifici per finitrici stradali, queste macchine si suddividono in tre tipi:

  • finitrice stradale con piastra di tipo “statico”, in cui la macchina compatta il materiale con il peso della piastra compattatrice (senza l’azione di sistemi vibranti);
  • finitrice stradale con un singolo sistema di vibrazione, in cui la macchina compatta il materiale con un singolo sistema supplementare di compattazione, che può essere costituito da un sistema vibrante oppure da un sistema battente (calcatoio);
  • finitrice stradale con almeno due sistemi di vibrazione, in cui la macchina compatta il materiale attraverso un sistema vibrante e un sistema battente (calcatoio).
Fresa marca Wirtgen modello W150 CFI

La fresa per asfalto è una macchina utile alla preparazione del manto stradale prima della posa dell’asfalto, ha una grande potenza e raggiunge una larghezza massima di fresatura fino a 2,20 m, grazie ad appositi tamburi di fresatura, e una profondità fino a 35 cm. Questa particolare macchina per la fresatura del manto stradale si presta a diversi tipi di applicazioni, come il risanamento del manto stradale, oppure la rimozione completa di vecchi strati di asfalto o cemento.

Queste macchine operano con la fresatura a freddo, così chiamata perché la scarificazione dell’asfalto avviene in seguito a un processo meccanico di sfregatura tramite ruote dentate. Con la fresa stradale 2 m è possibili scarificare singoli strati di pavimentazione e asportare interi manti stradali con profondità di fresatura fino a 35 cm. Questa macchina permette anche di effettuare lavori meno incisivi e più estetici come la fresatura fine, particolarmente utile per il livellamento delle irregolarità del manto stradale dovuta all’usura, migliorando così le capacità di aderenza stradale. La fresa per asfalto è ideale anche per asportare in modo rapido pavimentazioni di conglomerato bituminoso e di calcestruzzo, permettendo di creare la base con la sagoma richiesta per la stesa di un nuovo strato di asfalto. L’asportazione a strati consente, inoltre, la separazione del materiale di risulta, processo utile al recupero selettivo dei vari materiali asportati.

Sostanzialmente i tipi di fresatura sono tre e variano in funzione dell’obiettivo posto:

  • Il primo tipo di fresatura ha uno scopo manutentivo e prevede interventi di piccola entità con il fine di sostituire lo strato superficiale del manto stradale solo nei punti usurati e di conservare tutta la sostanza materiale del sottofondo stradale.
  • Il secondo tipo di fresatura è un intervento più invasivo con lo scopo di mantenere la sostanza materiale del sottofondo strade, ma allo stesso tempo di eliminare completamente lo strato superficiale di asfalto o calcestruzzo.
  • Il terzo tipo di fresatura è completamente invasivo e ha lo scopo di rimuovere completamente sia la parte superficiale che il sottofondo con lo scopo di rifare integralmente il manto stradale.

Le frese asfalto 2 metri sono dotate di un grande tamburo fresante collocato in basso al centro del mezzo e di un sistema convogliatore sdoppiato montato a sbalzo sul lato anteriore della macchina. Per questo vengono anche chiamate “scarificatrici a carico frontale”.

Il nastro di scarico regolabile in altezza permette di convogliare il materiale di risulta direttamente all’interno di camion cassonati. Queste macchine, dette anche a carico frontale, sono dotate di una cabina di guida e vengono movimentate tramite un potente motore e un sistema di trazione a quattro cingoli sterzanti regolabili idraulicamente in altezza.

Come si fa la fresatura stradale?

Il procedimento di rifacimento del manto stradale avviene tramite una corretta sequenza di interventi ben definiti con lo scopo di rimuovere il vecchio strato stradale. Ecco i giusti step da seguire:

  1. Taglio della porzione stradale – Durante questa fase verranno utilizzate delle opportune macchine taglia asfalto che avranno lo scopo non solo di delimitare con precisione la parte da asportare; i tagli che lascerà faranno anche da guida durante la fase di fresatura;
  2. La Fresatura – La fresatrice stradale che provvederà a scarificare ed asportare i detriti della superficie interessata;
  3. Demolizione della sottostruttura – Vengono utilizzati escavatori o mini escavatori con martello demolitore e benna. Il martello servirà a demolire la base stradale e la benna servirà a scavare il sottofondo;
  4. Asporto del materiale di risulta – L’asporto del materiale di risulta avverrà per lo strato superficiale direttamente dalla fresatrice asfalto che tramite il convogliatore lo riverserà direttamente all’interno di camion cassonati. Il resto del materiale verrà allo stesso modo convogliato all’interno dei cassoni dei camion tramite l’utilizzo di pale o minipale;
  5. Smaltimento del materiale di risulta – La parte del materiale riciclato, una volta opportunamente separata, verrà riposta in luogo adatto e in seguito riutilizzata. Il materiale di risulta di scarto verrà portato in appositi centri per lo smaltimento.
Rullo Dynapac CC 211

La realizzazione delle strade è una di quelle operazioni che necessitano dell’impiego di specifiche macchine, uno di questi è il rullo. Il rullo, conosciuto anche come rullo compattatore o rullo compressore, è la macchina che viene utilizzata per compattare materiali sfusi, in particolar modo lo strato di bitume appena colato sul manto stradale. 

Ogni tipo di rullo compressore è semovente, ciò significa che l’operatore lo manovra stando a bordo della macchina stessa. Questa caratteristica differenzia i rulli stradali da quelli agricoli che sono invece attrezzature da traino.

La struttura del rullo si compone di un corpo macchina che si sposta su due o tre tamburi, a seconda del modello. Il tamburo è il cilindro metallico tramite cui il rullo compatta il terreno ed è il suo peso, unito al peso della macchina stessa, che svolge l’attività di compressione del materiale sfuso su cui passa.

Osservando i tamburi possiamo definire due tipi di macchine con rullo. Il primo è il monorullo, caratterizzato da un solo tamburo mentre il cosiddetto rullo tandem  presenta due tamburi. Infine il rullo a tre tamburi prende semplicemente il nome dal numero di tamburi.

Esiste inoltre un’altra distinzione tra rulli statici e vibranti. Contrariamente ai primi i rulli vibranti sono caratterizzati da rulli capaci di vibrare che massimizzano l’efficienza di compattazione.


Comune di Lonigo

Realizzazione pista ciclabile sull’argine di sinistra del fiume Guà – Tratto Contrà della Fiera – Località Rotonda

Pavimentazione realizzata con calcestruzzo drenante e fonoassorbente ad elevate prestazioni, appositamente studiato per il settore delle pavimentazioni.

Questo tipo di pavimentazione è particolarmente indicato in:

  • pavimentazioni stradali drenanti (in configurazione monostrato, o combinato ad uno strato di usura in conglomerato bituminoso drenante);
  • piste ciclo-pedonali;
  • strade secondarie e d’accesso;
  • aree ad utenza promiscua e “zone 30”;
  • viali e strade in zone sottoposte a tutela ambientale;
  • percorsi per impianti sportivi e campi da golf;
  • piazzali di sosta.

L’impiego di materiali drenanti in ambito stradale è sempre più diffuso, sia per far fronte alle elevate esigenze di sicurezza di marcia anche in condizioni meteo sfavorevoli, sia come strumento per la regolazione dei deflussi delle acque piovane.

Staccionata realizzata in plastica riciclata 100%

Le staccionate in plastica riciclata “post-consumo” non marciscono, non si scheggiano, non si devono riverniciare e soprattutto sono costruite con rifiuti di plastica alla quale si da nuova vita.


Comune di Brogliano

  • Realizzazione nuovo parcheggio del Cimitero di San Martino.
  • Adeguamento della viabilità nel tratto della S.P. di San Martino al nuovo parcheggio cimitero, mediante la messa in opera delle nuove condotte per i sottoservizi – adeguamento incrocio con la S.P. e asfaltatura totale.

Comune di Schio

Quadro specifico delle opere di urbanizzazione a completamento della seconda zona industriale, che consistono come segue:
  • Allargamento della viabilità di Viale Dell’Industria con separazione delle corsie nei due sensi di marcia.
  • Realizzazione di n. 1 rotatoria alla francese e spostamento della attuale pista ciclabile. Realizzazione del nuovo marciapiede di Via Dalla Via a tutto il tratto di Via Lago di Garda.
  • Realizzazione della rotatoria in prossimità del pubblico parcheggio.

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